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Classe energetica della caldaia, cosa significa e come influenza i consumi

Quando si parla di sostituire la caldaia o di valutare un nuovo impianto, la classe energetica è uno dei primi elementi che si incontra, ma spesso viene letta senza capirne davvero il significato pratico. Comprendere cosa indica realmente la classe energetica permette non solo di confrontare correttamente diversi generatori, ma anche di valutare il reale impatto sui consumi annuali di gas.

Cos'è la classe energetica di una caldaia

La classe energetica identifica il livello di efficienza con cui un generatore trasforma l’energia del combustibile in energia termica utile per il riscaldamento degli ambienti e, quando previsto, per la produzione di acqua calda sanitaria. In termini tecnici si parla di rendimento stagionale, ovvero la capacità dell'impianto di riscaldare in modo efficiente lungo l'intero arco della stagione fredda. Normalmente più alto è il rendimento stagionale di una caldaia, migliore è la sua classe energetica. Il rendimento stagionale valuta il comportamento reale della caldaia durante l’intera stagione termica considerando vari aspetti quali, ad esempio, il funzionamento a carico parziale, i cicli di accensione e spegnimento, la modulazione. In pratica, il rendimento stagionale descrive il comportamento reale della caldaia durante il normale utilizzo quotidiano. Questo approccio consente di rappresentare in modo molto più realistico il consumo energetico effettivo dell’impianto tenendo conto delle variazioni di carico termico nelle diverse condizioni climatiche. Inoltre una buona e regolare manutenzione effettuata da tecnici qualificati, come ad esempio i SAT (Servizio Assistenza Tecnica) Riello, e l’utilizzo di sistemi di regolazione evoluti, possono migliorare l’efficienza stagionale.  

Dal 26 settembre 2015 è in vigore la normativa europea ErP (Energy related Products), che ha introdotto l'obbligo dell'etichetta energetica per i generatori di calore. Questo sistema ha uniformato i criteri di classificazione in tutta Europa, rendendo più immediato il confronto tra prodotti di marchi diversi.  A differenza di altri elettrodomestici già passati alla nuova scala energetica europea A-G, il settore HVAC continua attualmente ad utilizzare l’etichettatura ErP originaria con classi da A+++ a G, ancora vigente per caldaie, pompe di calore e sistemi ibridi. Riello mette a disposizione sul proprio sito uno strumento per generare l'etichetta ErP dei suoi prodotti, utile sia per i privati che per i professionisti del settore.

Come si legge l'etichetta ErP

L’etichetta energetica di una caldaia riporta una serie di dati tecnici:

  • nome del modello, marchio del costruttore, modalità di funzionamento (Riscaldamento / ACS)
  • classe energetica del riscaldamento
  • eventuale classe energetica per produzione di ACS
  • potenza termica nominale (in kW)
  • livello di potenza sonora (in dB)
  • tipologia di combustibile. 

È importante distinguere la classe del singolo generatore dalla classe dell’intero sistema impianto.

Un sistema composto da:

  • caldaia a condensazione; 
  • termoregolazione evoluta; 
  • sonda climatica;
  • integrazione solare o pompa di calore, 

può ottenere una classe energetica superiore rispetto alla sola caldaia.

In questo caso si parla di etichetta energetica dell’impianto, che prende appunto in considerazione tutti i prodotti del sistema. Viene rilasciata dal costruttore, dal distributore o dall’installatore a seconda della provenienza dei prodotti facenti parte del sistema stesso. Riello offre soluzioni integrate, complete e certificate, dove i singoli componenti sono in grado di dialogare perfettamente tra di loro. 

Le classi energetiche dalla A+++ alla G

Le vecchie caldaie atmosferiche o tradizionali installate molti anni fa rientrano generalmente nelle classi energetiche inferiori, con rendimenti stagionali molto bassi. Questi generatori presentano elevate dispersioni termiche nei fumi, temperature di scarico elevate, maggiori consumi di gas e limitata capacità di modulazione. Anche le caldaie in classe B e C, ancora presenti in molte abitazioni italiane, presentano rendimenti stagionali molto bassi, indicativamente compresi tra l’80% e l’85%, nettamente inferiori rispetto alle moderne caldaie a condensazione. Inoltre, le tradizionali tecnologie non a condensazione non risultano generalmente più conformi ai requisiti minimi Ecodesign introdotti dal Regolamento UE 813/2013 per l’immissione sul mercato europeo, salvo specifiche deroghe previste per alcune caldaie standard a camera aperta destinate a particolari configurazioni impiantistiche. Le caldaie a condensazione si collocano invece normalmente in classe A o A+ e possono raggiungere rendimenti riferiti al PCI superiori al 100%, grazie al recupero del calore latente contenuto nei fumi di combustione. Questo perché le caldaie tradizionali disperdono nei fumi il calore latente contenuto nel vapore acqueo prodotto dalla combustione, mentre le caldaie a condensazione recuperano parte di questa energia raffreddando i fumi fino al punto di condensazione.  Infine i sistemi ibridi e le pompe di calore possono raggiungere le classi A++; A+++.  Riello copre l'intera fascia alta di questa classificazione: le caldaie a condensazione della gamma Family HM Connect si collocano in classe A+, mentre i sistemi ibridi come Adapto Hybrid — che abbinano una caldaia a condensazione a una pompa di calore — raggiungono classi energetiche più elevate, fino ad A+++.

Perché la classe energetica influisce davvero sui consumi

La differenza di consumo tra una vecchia caldaia a bassa efficienza ed una moderna caldaia a condensazione in classe A può essere significativa. Il vantaggio principale deriva dal recupero del calore latente e dalla differenza di rendimento tra le due opzioni. In condizioni corrette di installazione, il risparmio tra le due soluzioni può variare mediamente dal 20% al 35%Per fare un esempio concreto: su una spesa annua di 1.500 euro di gas per il riscaldamento, passare da una vecchia caldaia a una caldaia in classe A può tradursi in un risparmio stimato tra i 300 e i 450 euro l'anno, a seconda delle condizioni dell'impianto, della zona climatica e delle abitudini di utilizzo. Nel giro di pochi anni l’investimento iniziale necessario per sostituire una vecchia caldaia con una moderna caldaia a condensazione può essere ampiamente recuperato grazie ai minori consumi energetici. Vale la pena ricordare, come visto in precedenza, che il rendimento stagionale non dipende solo dalla tecnologia della caldaia, ma anche da come è dimensionata rispetto all'impianto, da quanto spesso lavora a carico parziale e dalla temperatura dell'acqua in circolo. Una caldaia a condensazione esprime il massimo rendimento quando la temperatura dell’acqua di ritorno rimane sufficientemente bassa, generalmente inferiore a 55 °C. Questo avviene più facilmente in presenza di impianti radianti a pavimento, ventilconvettori, radiatori sovradimensionati, regolazione climatica modulante. Negli impianti ad alta temperatura, tipici delle abitazioni meno isolate con radiatori tradizionali, la condensazione può risultare più limitata e quindi ridurre parte del vantaggio energetico. Per questo motivo la valutazione del generatore deve sempre essere integrata con l’analisi dell’intero impianto termico.

Classe energetica e normativa, cosa cambia quest'anno

Dopo le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025, il quadro incentivante si sta progressivamente orientando verso sistemi ad alta efficienza energetica come i sistemi ibridi, le pompe di calore, l’integrazione con fonti rinnovabili e sistemi evoluti di regolazione. Pertanto anche per il 2026 le caldaie a gas installate in modalità stand-alone non beneficiano di detrazioni fiscali. La classe energetica del sistema impianto diventa quindi un parametro sempre più importante anche ai fini dell’accesso agli incentivi. Dal punto di vista dell'etichetta energetica, i sistemi ibridi e le pompe di calore occupano le classi più alte, mentre le caldaie a condensazione si collocano principalmente in classe A. La classe energetica è quindi oggi anche un indicatore diretto dell'accesso o meno agli incentivi disponibili: Ecobonus, Bonus Ristrutturazioni e Conto Termico 3.0, che Riello supporta con una piattaforma dedicata per la gestione delle pratiche GSE.

Come scegliere la caldaia in base alla classe energetica

La classe energetica è un parametro importante ma va letto insieme ad altri elementi. Per scegliere correttamente il generatore è necessario considerare con attenzione il fabbisogno termico reale dell’edificio ed effettuare un dimensionamento corretto. Prevedere una regolazione climatica inoltre consente di far lavorare la caldaia nelle migliori condizioni, tenendo conto delle variazioni della temperatura esterna. Altro parametro che incide molto è la zona climatica in cui si trova l'abitazione: nelle zone E e F, tipiche del Nord Italia e delle aree appenniniche, il numero di ore di funzionamento annuo è più elevato e quindi il rendimento stagionale pesa ancora di più sulla bolletta. Il tipo di impianto esistente — radiatori ad alta temperatura o impianto a pannelli radianti — determina a quale temperatura lavora l'acqua e quindi il reale beneficio della condensazione. Infine altri parametri da considerare sono la superficie da riscaldare e il livello di isolamento dell'edificio. Come abbiamo già evidenziato una caldaia in classe A installata su un impianto vecchio e poco efficiente non esprimerà mai il suo pieno potenziale. Ecco perché è molto importante affiancare alla scelta del generatore una valutazione complessiva dell'impianto. Le Agenzie Riello sono in grado di eseguire questa analisi e di orientare verso la soluzione più adatta, che si tratti di una caldaia a condensazione, di un sistema ibrido o di una pompa di calore.

Domande frequenti sulla classe energetica delle caldaie

Qual è la classe energetica minima consigliata per una nuova caldaia? 

Per nuove installazioni la scelta minima consigliata è una caldaia a condensazione in classe A. Le classi inferiori sono generalmente associate a generatori tradizionali non a condensazione.

La classe energetica vale anche per l'acqua calda sanitaria? 

L'etichetta ErP include anche la valutazione dell'efficienza nella produzione di acqua calda sanitaria, indicata separatamente rispetto alla funzione di riscaldamento. 

Una caldaia in classe A+ consuma sempre meno di una in classe A? 

In linea generale sì, ma il consumo reale dipende:

  • dal tipo di impianto; 
  • dalla regolazione; 
  • dall’isolamento dell’edificio; 
  • dalle temperature di esercizio. 

La classe energetica rappresenta un riferimento standardizzato e non un consumo assoluto garantito.

In conclusione la classe energetica di una caldaia non rappresenta soltanto un’informazione commerciale, ma sintetizza il livello di efficienza reale del generatore durante il funzionamento stagionale. Comprendere il significato tecnico dell’etichetta ErP consente di valutare meglio i consumi, il rendimento e la compatibilità con l’impianto esistente. Per ottenere i migliori risultati energetici non basta però scegliere una caldaia di classe elevata: sono fondamentali anche progettazione, regolazione climatica, corretta modulazione e integrazione con il sistema impiantistico. Se stai valutando la sostituzione del tuo impianto, le Agenzie Riello sono un punto di partenza affidabile per orientarsi tra le opzioni disponibili.





21/05/2026